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Le terme possono riaprire. Formalizzato l’accordo con l’associazione temporanea di imprese (Friday, August 7, 2009)

terme casteldoria

Ora lo dicono anche le carte: le terme di Casteldoria possono riaprire. L’attesa è stata più lunga di quanto l’amministrazione Giudici e tutto il territorio avrebbero desiderato, ma a questo punto non c’è più nessun ostacolo tra le intenzioni – manifestate e annunciate da tempo dall’associazione temporanea di imprese che da tempo si era aggiudicata la gestione degli impianti di Santa Maria Coghinas e di Viddalba – e la loro concreta realizzazione. A porre fine a un’odissea che dura da lustri – ma anche al tortuoso iter burocratico avviato nell’aprile del 2007 con l’approvazione del disciplinare di gara per l’affidamento – è la determinazione firmata dal dirigente del settore Patrimonio. Tra gli allegati c’è anche lo schema del contratto sottoscritto dal gruppo imprenditoriale, che ora dovrà correre contro il tempo per restituire a tutto il territorio provinciale una risorsa rimasta inutilmente sprecata per decenni. Si tratta dell’associazione temporanea di imprese composta da Hotel Taloro s.a.s e San Consulting s.a.s.: adesso, finalmente, hanno tutte le carte in regola per dare forma a un progetto industriale che, almeno sulla carta, la Provincia aveva già promosso più di un anno fa.
Il piano industriale per la gestione dello stabilimento termale di Santa Maria Coghinas e del centro polivalente di Viddalba era stato presentato pubblicamente il 31 luglio del 2008. L’imprenditore fonnese Bachisio Falconi, titolare della Hotel Taloro s.a.s., in quell’occasione aveva previsto tre anni per andare a regime, con l’assunzione di una quarantina di unità lavorative e l’allestimento di 45 posti letto. «Con la sinergia tra struttura alberghiera e termale sanitaria arriveremo a livelli di eccellenza, a un quattro stelle superiore – aveva detto Falconi – ci siamo assunti un significativo impegno con un piano industriale che intende assicurare i massimi benefici al territorio attraverso l’integrazione della risorsa termale con le altre potenzialità turistiche, dalla costa all’interno». Il medico Giovanni Maria Sanna, esperto operatore in campo termale e titolare della San Consulting s.a.s., aveva invece spiegato perché Casteldoria può davvero puntare all’eccellenza. «L’unicità dell’ambiente e le caratteristiche specifiche delle acque possono portare Casteldoria a diventare una struttura sanitaria di primo piano a livello internazionale», aveva detto Sanna prima di ribadire un concetto particolarmente caro all’amministrazione provinciale e ai Comuni del territorio. «Non vogliamo essere gli assi pigliatutto – aveva chiarito – auspichiamo che la nostra iniziativa dia la spinta a progetti integrativi promossi dai centri del territorio».
Fino a oggi erano solo parole. Adesso possono finalmente tradursi in atti concreti, con la consapevolezza che «si è perso molto tempo, ora c’è il dovere di recuperarne almeno una parte», come auspica il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, che su Casteldoria ha sempre scommesso con decisione, giocandosi una buona fetta di credibilità, e che all’idea di condurre in porto questo risultato non ha mai rinunciato. «La concessione segna l’inizio di una nuova epoca e la fine di un’attesa che si è protratta per intere legislature, facendo gridare da più parti allo scandalo per una risorsa che ora vogliamo restituire al territorio nelle sue piene potenzialità», afferma il presidente della Provincia. «Le terme di Casteldoria sono state un esempio ultra quindicennale di cattiva amministrazione e simbolo delle opportunità sprecate dalla Sardegna Nord Ovest – dice – ora diventano il motore, il principio ispiratore di un processo di sviluppo e di rilancio che da oggi si coniuga al presente e non più al futuro». È stato un gran lavoro, «ma siamo alla fine di un percorso che ha portato questa amministrazione a fare in poco più di due anni, non senza difficoltà, quello che non era mai stato fatto per interi lustri», aggiunge.
Sul risultato raggiunto oggi mette la firma anche il vicepresidente della Provincia, Pinuccio Vacca, che ha seguito da vicino il tortuoso iter burocratico. «A ripercorrere le tappe degli ultimi due anni e mezzo sembra quasi incredibile che siamo riusciti in questo intento – afferma – per questo motivo siamo molto soddisfatti e ottimisti in vista del vero traguardo, che sarà la riapertura vera e propria delle terme». Tradotto, «ora la palla passa in mano dell’associazione temporanea di imprese, alla quale abbiamo chiesto, nonostante questo accordo arrivi molto più tardi del previsto, di fare ogni cosa per rispettare i tempi». Dipende solo dagli imprenditori, che non sembrano per niente intenzionati a perdere altro terreno. E tra i loro obiettivi e la concreta possibilità di realizzarli ormai non c’è più nessun ostacolo. Ora lo dicono anche le carte.

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