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Il governo da l’ok per le rimodulazioni dei contratti d’area (Thursday, October 1, 2009)

presidente

Investire per il rilancio dell’area industriale – e per incentivare l’insediamento di nuove attività produttive – una cifra che si aggira tra i trenta e i quaranta milioni di euro, frutto di rinunce e revoche di aziende che avevano usufruito dei finanziamenti del primo e del secondo protocollo aggiuntivo al Contratto d’Area per l’Area di crisi industriale di Sassari, Alghero e Porto Torres. È l’ipotesi cui sta lavorando il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, che in qualità di responsabile unico del Contratto d’Area ha illustrato questa possibilità agli altri componenti del Comitato per l’Area di crisi proprio avantieri pomeriggio, dopo l’incontro che si è tenuto nella sala Campus del palazzo della Provincia per discutere delle emergenze che stanno acuendo la crisi economica, occupazionale e sociale del Nord Ovest Sardegna.

Dalla situazione del polo petrolchimico di Porto Torres e la necessità di far rispettare al governo gli accordi siglati a tale proposito lo scorso 21 luglio alla questione dell’aeroporto e dello stato di difficoltà prodotto dal cambio di strategia di Ryanair, la compagnia irlandese leader del low cost: sono solo due degli argomenti che hanno portato tutti gli attori istituzionali, economici e sociali a sostenere che il territorio provinciale naviga in pessime acque. «La possibilità di riportare investimenti nell’area industriale rappresenta davvero una boccata d’ossigeno», ha spiegato il presidente della Provincia.

La possibilità di riaprire il discorso del Contratto d’area, che dopo quattordici anni ha completato nel 2008 il suo percorso con risultati in chiaroscuro e tanti rimpianti, si era già presentata nel corso della breve esperienza del governo varato da Romano Prodi nel 2006. Alla fine dell’anno dopo, infatti, «il ministero dello Sviluppo economico aveva accolto con favore la nostra proposta – prosegue Alessandra Giudici – ma la fine anticipata della legislatura e le scelte successive del governo Berlusconi ci avevano costretto a riporre nel cassetto le speranze di poter riavere quei soldi. Sono somme «ricavate dalle rinunce o dalle revoche – dice Giudici – per le imprese che non hanno portato a buon fine il piano industriale per cui erano state cofinanziate dal Contratto d’Area».

L’inversione di marcia si materializza quasi inattesa un anno fa, quando il ministero dello Sviluppo economico decide di riaprire alla possibilità di reinvestire sui territori in maggiore difficoltà quelle somme, frutto di interventi studiati a suo tempo proprio per creare opportunità di crescita e sviluppo anche in quelle aree del territorio nazionale più colpite dal dramma della disoccupazione e della scarsa verve produttiva. Cambio di rotta vincolato a due sole condizioni: l’area che intende usufruire di quei soldi deve avere una precisa idea della loro destinazione e la Regione deve esprimere un parere favorevole.

«La Provincia di Sassari non si è fatta trovare impreparata – afferma Alessandra Giudici – perché a un’ipotesi del genere abbiamo sempre creduto e sempre lavorato, in fondo sono finanziamenti che erano stati già stanziati per questo territorio e che questo territorio sa benissimo come utilizzare». A questo punto la palla passa alla Regione. «Abbiamo inviato tutto al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e all’assessore regionale alla Programmazione, Giorgio La Spisa – ha detto nel corso dell’incontro di due giorni fa Alessandra Giudici – il loro benestare a questo punto è fondamentale». E dato lo stato in cui versa il Nord Ovest Sardegna «ci aspettiamo che il loro ok arrivi, e che arrivi prima possibile».

 

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