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Servizi per l’impiego a rischio, l’appello alla Regione (Thursday, October 15, 2009)

lavoro «Subito la legge regionale per la stabilizzazione dei lavoratori che operano all’interno del sistema dei servizi innovativi per il lavoro». È scritto a chiare lettere nel documento redatto e sottoscritto dalle otto amministrazioni provinciali isolane e dall’Unione delle Province Sarde, dai Comuni e dall’Anci Sardegna (l’associazione che raggruppa tutte le amministrazioni comunali), dai lavoratori e dalle sigle sindacali della Funzione pubblica. La missiva è il prodotto della riunione fiume che si è tenuta oggi a Sassari, nella sala Angioy del palazzo della Provincia, su iniziativa del presidente Alessandra Giudici, dell’assessore Salvatore Marino e della commissione consiliare che si occupa di politiche del lavoro. Quasi tre ore di dibattito per snocciolare i numeri, condividere le preoccupazioni e arrivare a una presa di posizione unanime nei confronti del governo regionale, poi i lavori sono stati rinviati a questo pomeriggio: i rappresentanti di tutte le parti in causa si sono incontrate di nuovo e hanno buttato giù la bozza del documento che quanto prima prenderà la via di Cagliari. Nella sala Angioy si incrociano le preoccupazioni dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali con quelle delle amministrazioni locali e di tutti gli enti locali del “pianeta Lavoro”. Tra Centri dei servizi per il lavoro, gestiti dalle Province, Centri dei servizi per l’inserimento lavorativo e Servizi d’iniziativa per l’occupazione locale, gestiti invece dalle Unioni dei Comuni o dalle singole amministrazioni comunali, rischiano in più di cinquecento (oltre cento solo nel territorio della Provincia di Sassari). Un grossissimo problema per una regione che già accusa una grave emorragia occupazionale, ma il quadro è reso ancora più drammatico dal rischio sempre più imminente che i servizi innovativi per l’impiego, dopo una fase sperimentale durata quattro anni e mezzo, restino senza risorse umane. Il contratto di tutti gli operatori, che si sono costruiti sul campo una elevatissima specializzazione, soppiantando attraverso strumenti realmente innovativi il vecchio sistema del collocamento statale, scade il prossimo 31 dicembre. I tempi sono strettissimi e le amministrative alle porte, il rischio che l’incontro finisca per essere strumentalizzato resta molto alto per tutta la mattinata. Ma alla fine prevale il buonsenso e la linea proposta dalle Province. «I lavoratori dei servizi innovativi sono stati reclutati grazie ai fondi strutturali e a un progetto sperimentale, dopo quattro anni e mezzo l’esperimento può dirsi ben riuscito, ma per continuare a operare nelle migliori condizioni possibili serve che gli operatori siano stabilizzati dalla Regione», ribadiscono anche a nome di tutti i loro colleghi il presidente e l’assessore della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici e Salvatore Marino. La loro posizione – già concordata nel corso di una lunga e intensa fase di studio – è stata ribadita dal presidente della commissione consiliare competente, Gianfranco Strinna, e dal delegato dell’Ups, Nicola Sanna, secondo i quali, tra l’altro, «servirà qualsiasi strumento e il coinvolgimento di tutte le parti per ottenere la giusta attenzione dalla Regione». Per prima cosa «occorre portare la discussione sui tavoli regionali», afferma invece il consigliere provinciale Gianni Carbini annunciando una notizia che riceve in tempo reale: «i consiglieri regionali del territorio si stanno attivando affinché Cappellacci convochi un incontro entro la prossima settimana e si faccia carico del problema nel più breve tempo possibile». A rendere ancora più problematico il confronto con la Regione «è la mancanza di un interlocutore, non essendo stato ancora nominato un assessore regionale per le Politiche del Lavoro», denunciano i segretari territoriali della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil, Giovanni Piras, Armando Ruzzetto e Augusto Ogana. La richiesta di un delegato del presidente Cappellacci per tutti i problemi legati allo stato di salute del mondo del lavoro finisce nel documento indirizzato al governatore della Regione Sardegna assieme a un’altra proposta avanzata dai lavoratori e dai loro rappresentanti sindacali e sostenuta dal sistema pubblico. «In attesa di una legge che assicuri fondi ordinari attraverso cui finanziare i servizi innovati per l’impiego e la conseguente stabilizzazione di chi vi opera – è l’appello – occorre, tenendo conto anche della mancanza di tempo, garantire che gli operatori restino al loro posto anche dopo il 31 dicembre, data di scadenza del loro contratto, e che non ci sia soluzione di continuità nell’erogazione dei servizi».

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