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Appello alla Regione per sblocco situazione arpas (Monday, November 30, 2009)

presidente «Buona parte dei lavoratori Arpas di Sassari rischia il posto, e senza di loro sono in pericolo la sopravvivenza e l’operatività del dipartimento sassarese dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente». È l’allarme sollevato questa mattina in consiglio provinciale dal presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, che dopo aver incontrato i lavoratori in scadenza di contratto ha impegnato il consiglio e l’amministrazione ad attivarsi «affinché sia battuta ogni strada possibile per convincere la Regione a farsi carico di questa delicatissima situazione». La segnalazione fatta all’inizio della seduta consiliare di questa mattina segue solo di pochi giorni l’appello formulato dal presidente della Provincia in occasione di un dibattito pubblico durante il quale gli oltre venti collaboratori dell’Arpas, il cui contratto scadrà il prossimo 31 dicembre, avevano sollevato il problema.
Stamattina una delegazione dei lavoratori ha incontrato di nuovo Alessandra Giudici e l’assessore provinciale del Lavoro, Salvatore Marino, e a loro ha esposto la situazione nei minimi dettagli. «Nonostante sia la stessa legislazione regionale a prevedere la possibilità di stabilizzare i lavoratori che operano nell’ambito sanitario e ambientale per conto della pubblica amministrazione isolana – dicono i lavoratori – una lettura sin troppo restrittiva delle norme da parte dei dirigenti regionali dell’Arpas esclude questa opportunità». Risultato, «non essendo più rinnovabili, i nostri contratti di collaborazione scadranno perentoriamente alla fine di quest’anno e noi perderemo il nostro lavoro». Ma il rischio di restare senza occupazione non è l’unico pensiero dei lavoratori che prestano servizio al dipartimento di Sassari dell’Arpas. «Con un ulteriore taglio al personale, e soprattutto con la rinuncia a lavoratori qualificati e muniti di un elevato grado di conoscenza delle pratiche con cui l’Arpas di Sassari è alle prese in questo momento – denunciano i diretti interessati – lo stato d’emergenza cui il dipartimento è costretto dalle ristrettezze d’organico rischia di trasformarsi in poco tempo in una vera e propria paralisi». Tradotto, «al di là del rischio che nel territorio si perdano altri posti di lavoro, che tra l’altro ci coinvolge direttamente – spiegano – vorremmo che si tenessero nella giusta considerazione i rischi legati alla possibile inattività di un organo tecnico con delicate competenze in ambito sanitario e ambientale».
I lavoratori non nascondono il malumore per aver ricevuto tante promesse e rassicurazioni alle quali finora non è mai seguito niente di buono. «Abbiamo chiesto di essere ricevuti dalla Regione, ma nulla – lamentano i lavoratori – noi e i nostri rappresentanti sindacali continuiamo a parlare solo con la direzione regionale dell’agenzia, la cui posizione è sempre la stessa». Arriveranno i concorsi, «ma i tempi necessari imporranno una soluzione di continuità nei servizi erogati – spiega Alessandra Giudici – e questo, francamente, preoccupa molto un ente come il nostro, che ha competenze in materia di vigilanza ambientale e si avvale costantemente della consulenza tecnica dell’Arpas». E comunque «resta il fatto che nonostante quello che dice la legge nessuno fa nulla per tutelare questi lavoratori, per i quali la stabilizzazione è un diritto sancito dalle norme emanate dalla stessa Regione Sardegna», fa eco Salvatore Marino. Secondo l’assessore «l’attuale governo regionale, con la legge 3 del 7 agosto, ha chiarito ogni dubbio sul fatto che i lavoratori dell’Arpas, essendo questa un’agenzia regionale che opera in campo sanitario e ambientale, possono rientrare nei piani di stabilizzazione previsti dalla legge 2 del 2007».
«Dobbiamo impedire la paralisi del dipartimento sassarese dell’Arpas e scongiurare un nuovo contributo ai dati, già allarmanti, sulla disoccupazione», è stata l’arringa in aula del presidente dell’amministrazione provinciale. Il sì bipartisan alla sua proposta di attivarsi formalmente per impegnare la Regione a ricevere e ascoltare i lavoratori potrebbe produrre qualche risultato già nelle prossime ore. Incassata la solidarietà e l’impegno della Provincia, i lavoratori – la cui età media è molto bassa e il grado di specializzazione molto elevato – sono partiti con qualche speranza in più per Cagliari, dove stasera incontreranno ancora la dirigenza regionale dell’agenzia.

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