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Fannulloni si diventa. Presentazione del libro di G. Valotti (Tuesday, December 15, 2009)

sciuti «C’è un potenziale enorme nelle amministrazioni pubbliche e il più grande spreco è vederlo così male utilizzato e valorizzato». Giovanni Valotti, prorettore della Bocconi di Milano e docente di Management pubblico, studia da decenni il tema del rinnovamento del settore pubblico. Da poco ha scritto “Fannulloni si diventa. Una cura per la burocrazia malata”, edito da Università Bocconi Editore. Sulle sue tesi si concentrerà il dibattito promosso dalla Presidenza e dalla Direzione generale della Provincia di Sassari per mercoledì 16 dicembre alle 10.30 nella sala Angioy del palazzo della Provincia.
Partendo dall’indagine sul campo, Giovanni Valotti rovescia la prospettiva fondata sulla retorica dei fannulloni – riportata alla ribalta e tradotta in una crociata dal ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta – e spiega che il vero problema della pubblica amministrazione non è la volontà (buona o cattiva) degli individui, ma l’organizzazione. Da lì la caccia ai possibili rimedi, lontano dal dibattito sul settore pubblico – ultradecennale e semplificato – che negli ultimi mesi ha appassionato l’opinione pubblica. Valotti va al sodo, non si unisce a chi cerca capri espiatori da punire e si concentra su ciò che va fatto per riformare e rendere più efficienti le organizzazioni complesse. Per iniziare, nega alcuni miti. È falso, per esempio, che il settore pubblico in Italia sia sovradimensionato: il numero di dipendenti è in media con l’Europa, il problema è la scarsa produttività.
Giovanni Valotti apprezza la riforma promossa da Brunetta, ne condivide principi e impostazione e la considera orientata alla costruzione di un settore pubblico migliore. Ma l’analisi compiuta all’interno della burocrazia italiana lo porta a sostenere che sia eccessivamente demagogico l’approccio fondato sull’individuazione di un capro espiatorio, sull’esaltazione mediatica e politica della polemica sui fannulloni. «La lotta all’assenteismo e ai fannulloni è sacrosanta, ma molti di questi sono semplicemente dipendenti disillusi e demotivati, prodotti dai meccanismi di malfunzionamento delle organizzazioni stesse», è la teoria di Valotti, che indica possibili soluzioni per consentire alla pubblica amministrazione la capacità di funzionare meglio.
Tema interessante e attuale, quello del dibattito promosso dalla Provincia di Sassari, che introduce anche a un altro argomento: come risolvere – in una democrazia mediatica – il difficile rapporto tra necessità di riforma e necessità di consenso politico? «È necessario bilanciare la già naturale attenzione ai temi del consenso, che non richiede sicuramente di essere incentivata, con un nuovo senso di responsabilità sulla produzione dei risultati – afferma Valotti – il politico deve rischiare qualcosa se non produce risultati e questo non c’entra con la pressione quotidiana che l’amministratore ha per la gestione del consenso».
Il dibattito rappresenterà di fatto l’atto conclusivo del percorso di formazione cui hanno partecipato i dirigenti dell’amministrazione provinciale attraverso il corso “L’evoluzione del ruolo dell’ente locale”, organizzato in collaborazione con la School of management della Bocconi. Modererà i lavori Filippo Peretti, notista politico de La Nuova Sardegna e presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna, interverranno l’autore del libro, Giovanni Valotti, il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, e l’assessore degli Affari generali, Personale e Riforma della Regione Sardegna, Maria Paola Corona.

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