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SCUOLA - Alessandra Giudici raccoglie l’appello dei precari: giovedì 4 marzo stati generali. (Thursday, March 4, 2010)

Provincia

«Difendere il legittimo diritto al lavoro e la qualità della scuola pubblica». È il grido di battaglia del Comitato degli insegnanti precari del Nord Ovest Sardegna, che nei giorni scorsi ha rivolto un appello al presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, attraverso un documento con cui si chiedeva la mobilitazione di tutto il territorio per la difesa di una scuola che possa ancora essere concepita come «diritto per tutti e strumento di promozione culturale». Rispondendo all’sos rivoltole dai promotori della protesta, che aveva già incontrato due settimane fa, Alessandra Giudici ha convocato per  giovedì 4 marzo alle 16 nella sala Angioy del palazzo della Provincia, gli Stati generali della scuola. Una convocazione rivolta a docenti, dirigenti scolastici, personale non docente, genitori, forze sindacali e Sindaci del territorio per capire assieme quale sia lo stato di salute del “pianeta Scuola” a qualche mese dal varo dei provvedimenti ministeriali che avevano fatto gridare allo scandalo.
«Noi lavoratori della scuola della provincia di Sassari, a seguito dei tagli applicati in tutta Italia e nella nostra Regione in particolare, dopo aver contribuito coscienziosamente al funzionamento del sistema dell’istruzione pubblica, abbiamo visto cancellati anni di lavoro e umiliate le competenze maturate sul campo», attaccano senza troppi giri di parole gli autori della contestazione. «Il nostro movimento, organizzato su base provinciale, intende difendere il diritto al lavoro e la qualità della scuola pubblica – dicono – la nostra non è una battaglia per il nostro posto di lavoro, ma una battaglia culturale per la difesa della scuola pubblica». E poi il messaggio si fa ancora più preciso. «Intendiamo contrastare la riforma varata attraverso la legge 133 del 2008, l’articolo 4 della legge 169 del 2008 e il Disegno di legge Aprea», affermano a chiare lettere a proposito di quei provvedimenti normativi che giudicano come il tentativo di «estendere anche al sistema scuola una logica competitiva e aziendale, svilendo tutte le conquiste ottenute nel campo della ricerca pedagogica e didattica e annullando quella tradizione egualitaria su cui si è fondato il processo di rinnovamento democratico della scuola pubblica».
Domani il confronto si apre agli altri attori che hanno parte in causa in un processo che tende a modificare sostanzialmente l’istituzione scolastica e il suo ruolo sociale. Tutti saranno chiamati a prendere posizione di fronte a una riforma che aggrava la situazione dei precari, ma che nella convinzione del comitato va condannata da parte di tutti perché «crea un sistema dell’istruzione che aumenta sempre più le disparità tra chi è più o meno abbienti», insistono i promotori della contestazione, che annunciano per la settimana prossima altre forme di protesta alle quali si augurano che la comunità provinciale aderisca in maniera decisa e significativa.

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