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Il Presidente Alessandra Giudici e i rappresentanti degli Enti Locali del territorio scrivono al ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani in merito alla realizzazione dei gruppi a carbone a Fiume Santo da parte di E.On. (Monday, January 10, 2011)

Energie

 

Gentilissimo Signor Ministro,

lo scorso 5 gennaio l’Enel ha ottenuto l’autorizzazione per costruire 1960 MW a carbone nella centrale di Porto Tolle, in Provincia di Rovigo. La positiva conclusione del lungo e complesso iter autorizzativo è stata accolta con grande soddisfazione da Lei, che ha valutato come positivo l’imminente investimento da oltre 2 miliardi di euro, e dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, al quale non sono certo sfuggite le positive ricadute per l’economia locale.

La vicenda – che mostra il grande interesse del Governo ma anche della principale azienda italiana di produzione elettrica per la nuova tecnologia del “carbone pulito” – ci incoraggia ad auspicare che vadano al più presto nella stessa direzione anche le scelte del gruppo E.On in Italia e, in particolar modo, nel nostro territorio. Tuttavia, a più di tre mesi dall’autorizzazione per la costruzione presso la centrale di Fiume Santo, nel territorio del Comune di Sassari, di una nuova unità a carbone da 410 MW – alla quale, peraltro, è collegata la realizzazione dell’elettrodotto Sapei da 1000 MW – esiste in questo territorio il timore che la multinazionale tedesca voglia cambiare rotta, investendo esclusivamente su altre fonti di approvvigionamento e disattendendo gli impegni sottoscritti con la Regione Sardegna e con gli Enti locali del territorio.

È per questa ragione che abbiamo deciso di rivolgerLe il presente appello, chiedendo di intervenire con forza affinché E.On rispetti gli accordi siglati a suo tempo e dia immediato avvio ai lavori per la realizzazione del nuovo gruppo, che in una fase di così grave crisi potrebbe rappresentare per il territorio un’opportunità di lavoro e di sviluppo, anche sul piano ambientale.

Auspichiamo che Lei, signor Ministro, come responsabile delle procedure autorizzative, intenda valorizzare l’attività svolta dal suo ministero, dagli altri ministeri coinvolti, e dalle istituzioni locali interessate, così come ha fatto nel già citato caso di Porto Tolle, per indurre E.On a procedere sul percorso già tracciato quando, pochissimo tempo fa, ha riconosciuto il valore della centrale di Fiume Santo – e del progetto per il nuovo gruppo a carbone – acquisendone la proprietà.

Questo anche al fine di ribadire con la massima fermezza che le scelte di politica energetica del nostro Paese devono essere il frutto di un serio, costruttivo e costante confronto tra chi governa – sia a livello centrale che a livello locale – e chi opera nel mercato, e non possono derivare da scelte unilaterali.

Convinti di un Suo sollecito intervento, ringraziamo per l’attenzione, restiamo a disposizione per qualsiasi ulteriore occasione di confronto, e porgiamo i nostri più cordiali saluti.

 

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