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L’Arst sopprime la Tula-Sassari, Alessandra Giudici: «così si smantella il trasporto pubblico». (Wednesday, August 10, 2011)

Presidente

 

«La Regione scongiuri il progressivo smantellamento del sistema dei trasporti pubblici nel Nord Ovest Sardegna». Lo chiede il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, che raccoglie l’appello del sindaco di Tula, Andrea Becca, del consigliere provinciale di Tula, Franco Corda, e delle forze sindacali, Fit Cisl su tutte, che nei giorni scorsi si erano rivolti proprio al presidente della Provincia per chiederle un intervento in difesa della linea Sassari-Tula, gestita dall’Arst. «È davvero paradossale che, pur in presenza della disponibilità di un privato a farsi carico del servizio, non si sia trovata altra soluzione se non il taglio di quella tratta», osserva Alessandra Giudici. «Nell’erogazione di pubblici servizi non può prevalere la sola logica della convenienza economica – insiste il presidente della Provincia – siamo favorevoli a qualsiasi ragionamento in un’ottica di razionalizzazione del sistema dei trasporti, ma non siamo disposti a tollerare che una comunità intera venga privata dei collegamenti essenziali come nel caso di quello che sta avvenendo per Tula».

Si parla tanto di incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, «ma poi si compiono delle scelte che vanno esattamente in direzione opposta – prosegue Alessandra Giudici – senza neanche tenere conto dei costi, economici e non solo, che producono per le tasche dei cittadini». D’accordo con Andrea Becca sul fatto che «l’importanza del servizio soppresso è stata sottovalutata», il presidente della Provincia ribadisce che «costi quel che costi, non si può impedire la mobilità di lavoratori pendolari e studenti, tanto per citare chi quel mezzo lo usa tutti i giorni». La decisione è tanto più incomprensibile perché, a dimostrazione del fatto che il problema economico non è un ostacolo insormontabile, «c’è un privato pronto a subentrare all’Arst e a garantire al suo posto quel servizio». La cui chiusura, a maggior ragione, «non ha alcun senso ed è gravemente penalizzante».

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