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Demos, la proprietà rassicura i dipendenti: «stiamo battendo ogni strada per salvaguardare l’occupazione» (Tuesday, April 3, 2012)

«Il destino della Demos e quello dei suoi dipendenti sono distinti, e da quando abbiamo deciso di mettere in liquidazione la società, per salvare la quale non c’erano più le condizioni, ci stiamo occupando solo ed esclusivamente di preservare i livelli occupazionali». È la rassicurazione fornita dal presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, e dal sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, nel corso del faccia a faccia avuto questa mattina nella sala Giunta del palazzo della Provincia con i lavoratori che da alcuni giorni hanno reso pubbliche le loro preoccupazioni e manifestano in piazza d’Italia, dove hanno allestito un gazebo, e al loro rappresentante sindacale, Giampiero Manai della Uiltucs.

All’incontro hanno preso parte anche il liquidatore della società, Simone Razzu, e il segretario generale dell’amministrazione provinciale, Piero Arru. «Nei due mesi di attività liquidatoria ci siamo dedicati a interrompere la grave emorragia economica per le casse degli enti proprietari – ha detto Razzu – ora riteniamo utile sottoporre il destino della società, rispetto al quale i soci si sono già espressi, agli organi competenti». Razzu ha poi aggiunto che «nel 2011 hanno chiuso per fallimento 11mila società, molte delle quali pubbliche, strette nella morsa della riduzione del gettito da una parte e della necessità di preservare i posti di lavoro dall’altra». E a proposito dei posti di lavoro, «i vincoli normativi al riassorbimento del personale impongono atteggiamenti cauti e valutazioni prudenti», ha spiegato Arru. A rasserenare lavoratori e sindacati sono state soprattutto le parole di Alessandra Giudici. «Le colpe della crisi che ha colpito la Demos non possono ricadere su chi ha lavorato per anni per questa società, e questa è la ragione per cui ci stiamo adoperando in ogni modo per trovare una soluzione a questa situazione», ha confermato il presidente della Provincia.

A stabilire lo scorso febbraio la messa in liquidazione della “Demos – Società consortile per azioni” era stata l’assemblea dei soci. Sulla drastica decisione avevano influito la consistente perdita fatta registrare dalla Demos e l’ennesima erosione del capitale sociale. Per riparare a questa situazione sarebbe stata necessaria un’altra ricapitalizzazione ad appena dodici mesi dalla precedente, operata alla fine del 2010 dagli enti che condividono la proprietà della società “in house”: si tratta di Provincia di Sassari (88,24%), Comune di Sassari (3,64%), Comune di Porto Torres (3,64%), Comune di Sorso (2,24%), Comune di Sennori (1,12%) e Comune di Villanova Monteleone (1,12%).

La liquidazione della Demos era parsa come un atto dovuto in base all’articolo 2484-4 del codice civile. Attraverso il confronto con l’amministrazione societaria e il collegio sindacale – avvenuto, in base alle norme, nel corso dell’assemblea straordinaria ad hoc convocata – era infatti emersa la reale entità dello stato di crisi in cui versa l’agenzia di sviluppo locale nata nel 1998, che ha reso impraticabile l’ipotesi di ricapitalizzazione anche alla luce dei paletti posti dalla Corte dei conti della Sardegna.

A questo punto l’assemblea dei soci non ha potuto fare altro che constatare l’impossibilità di protrarre questa esperienza, decidendo di attivare le procedure di liquidazione della società con l’obiettivo di evitare ulteriori perdite alle già esangui casse degli enti proprietari. «La professionalità e la competenza dei dipendenti di Demos non sono state mai messe in discussione – ha ripetuto anche oggi Alessandra Giudici – per questo, di concerto con i rappresentanti sindacali, si sta valutando ogni strada perseguibile al fine di garantire la loro stabilità lavorativa».

L’apertura e la disponibilità manifestata dai lavoratori e dai loro rappresentanti sindacali, i quali ben conoscono la delicatezza della situazione che sta affrontando l’azienda e le cause di questa situazione, «merita il massimo rispetto, e per questo la proprietà dell’azienda non può che ribadire che ogni sforzo sarà compiuto in funzione dell’obiettivo di accogliere le istanze di sindacati e lavoratori per salvaguardare i livelli occupazionali».

 

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