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Energia, gli enti locali criticano il documento sottoscritto e inviato dai vertici di E.on Italia (Tuesday, April 24, 2012)

E.on Pare del tutto insoddisfacente la risposta fornita dai vertici di E.On alle reiterate richieste formulate da questo territorio per il rispetto degli impegni presi, che vanno nella direzione di un processo di rilancio e di sviluppo dell’attività della centrale di Fiumesanto. Contrariamente alle attese prodotte dai buoni propositi che hanno animato il recente incontro avuto dai rappresentanti istituzionali degli enti della commissione di vigilanza per la centrale E.On di Fiumesanto – il presidente della Provincia, Alessandra Giudici, il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, e il sindaco di Porto Torres, Beniamino Scarpa – con il presidente di E.On Italia, Miguel Antoñanzas, il direttore generale per lo sviluppo territoriale della stessa società, Paolo Venerucci, e l’amministratore delegato di E.On Produzione, Salvatore Signoriello, i tre amministratori locali giudicano in maniera assai severa lo stringatissimo documento che gli stessi Venerucci e Signoriello hanno sottoscritto e inviato.
Lungi dall’essere esaurienti e condivisibili, le due pagine in cui è riassunta la posizione ufficiale di E.On rispetto a ogni questione posta sul tavolo dai rappresentanti del territorio appaiono ben poca cosa, sia nella forma che nella sostanza. I vertici italiani della multinazionale dell’energia si limitano infatti a confermare, senza neanche troppi giri di parole, che E.On non intende rispettare gli accordi sottoscritti negli anni e aggiornati di continuo in un’ottica di proficua e utile collaborazione. Così vengono meno le ragioni degli investimenti corollari, che al contrario E.On conferma ma che avrebbero avuto senso solo se inseriti in un progetto più ampio, basato anzitutto sulla realizzazione dell’investimento principale, ossia quello per la costruzione del nuovo gruppo a carbone.
Inaccettabile pare poi il tentativo di individuare l’origine delle proprie scelte solo ed esclusivamente nelle condizioni del mercato, descritte come un fenomeno ineludibile altrimenti. Ma è inaccettabile anche la volontà di scaricare su altri ogni responsabilità per il fatto che l’area della centrale debba essere bonificata, dimenticando di aver ottenuto dal Ministero dell’Ambiente una proroga dell’iter autorizzativo per la costruzione della suddetta centrale a carbone proprio in ragione di tale necessità di intervenire con un’opera di bonifica. Ancora più inaccettabile risulta infine la spiegazione addotta per giustificare gli esuberi e gli imminenti tagli. Sebbene a questi due termini non si faccia mai ricorso apertamente, è grave parlare di una generale necessità di efficientamento attraverso “migliori pratiche” che consentano all’azienda di stare alla pari con i propri “competitors”, giustificando con generiche “aspettative di successo futuro” quello che accadrà a breve a danno dei lavoratori e di tutto il territorio.
Gli amministratori locali si appellano ancora una volta a tutti i livelli istituzionali già interpellati in più circostanze – dalla Regione al Ministero dello Sviluppo economico e allo stesso presidente del Consiglio dei Ministri – affinché intervengano con ogni mezzo in loro potere per evitare che entri in crisi anche il polo energetico di Fiumesanto, ultimo baluardo industriale nel Nord Ovest Sardegna, con le immaginabili conseguenze economiche e sociali che ne deriverebbero. Gli enti locali, dal canto loro, continueranno a perseguire la strada dell’unità territoriale, coinvolgendo nell’analisi le organizzazioni economiche e sindacali al fine di assumere una condivisa posizione a difesa del territorio.

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