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La Aicop abbandona il territorio, i lavoratori si rivolgono alle istituzioni: stamattina l’incontro in provincia (Tuesday, June 12, 2012)

incontro_aicop

«Individuare le possibili soluzioni alla crisi del settore dei manufatti prefabbricati, in modo che l’azienda per cui lavoriamo receda dall’intenzione di trasferire le proprie attività in Nord Africa». È la richiesta contenuta nel documento sottoscritto dagli oltre trenta lavoratori della Aicop s.r.l., che questa mattina hanno incontrato il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, alla quale hanno manifestato tutta la loro preoccupazione e hanno ribadito a gran voce una richiesta di aiuto da parte di tutte le istituzioni politiche, economiche e sociali del territorio.

Dopo aver accettato con senso di responsabilità la cassa integrazione sino alla realizzazione di un piano di rilancio aziendale attraverso cui superare le secche di una crisi senza precedenti, i lavoratori sono venuti a sapere che tra le intenzioni della proprietà ci sarebbe anche quella di trasferire la Aicop e la sua attività in Nord Africa. «Questo per noi significherebbe disoccupazione», spiegano senza troppi giri di parole i dipendenti dell’azienda che ha sede nella zona industriale di Cargeghe, il cui sit-in di fronte al palazzo della Provincia è durato poco meno di due ore e si è concluso non appena Alessandra Giudici, completati alcuni incontri già in programma, li ha ricevuti.

«Ci daremo da fare per chiedere che gli impegni nei vostri confronti vengano rispettati attraverso la realizzazione di un vero piano di rilancio aziendale su questo territorio, che di tutto ha bisogno meno che di altre imprese che chiudono», ha garantito il presidente della Provincia, che si è adoperata affinché i protagonisti del sit-in di stamattina potessero essere ricevuti anche in Prefettura. «Da parte nostra c’è la massima disponibilità e il massimo impegno – ha concluso – per lavorare insieme alle associazioni datoriali e alle organizzazioni sindacali e individuare insieme a loro ogni possibile rimedio alla gravissima crisi del settore dell’edilizia».

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