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14 studenti sardi a Rondine per un’esperienza formativa dedicata a cooperazione e dialogo interculturale (Thursday, July 5, 2012)

Rondine «Abbiamo l’ambizione di coinvolgere i giovani sardi nel processo avviato in questi anni insieme a Rondine per costruire una nuova classe dirigente aperta al dialogo e in grado di promuovere cambiamenti concreti nelle comunità da cui provengono». È riassunto nella dichiarazione d’intenti del presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, il significato della straordinaria esperienza che un gruppo di neolaureati provenienti da ogni parte dell’isola sta compiendo in questi giorni a Rondine. Il borgo medievale in Provincia di Arezzo, che l’omonima associazione no profit ha eletto a Cittadella della Pace e sede permanente dello studentato internazionale, ospita ogni anno giovani provenienti dai territori che fanno da scenario di guerra – dal Medio Oriente ai Balcani Occidentali dal Sub Continente Asiatico all’Africa e al Caucaso del Sud – e che in Italia studiano e attraverso la convivenza sperimentano il dialogo e il confronto come strumenti di soluzione ai conflitti. «Abbiamo scelto Rondine come laboratorio per i nostri giovani che desiderino investire nelle politiche di cooperazione e nel dialogo tra culture diverse, traendo spunto dall’originale metodo formativo dello studentato internazionale, incentrato sull’intercultura e sull’esperienza del dialogo», fa eco l’assessore delle Politiche per la cooperazione, Enrico Daga, che in questi giorni si trova a Rondine per incontrare i protagonisti di questa formidabile occasione formativa.
I quattordici giovani, selezionati da Rondine attraverso un bando pubblico, stanno partecipando in terra toscana al progetto “Sponda Sud”. Si tratta di un’iniziativa finalizzata a creare una nuova classe dirigente per la sponda sud del Mediterraneo e ha per protagonisti quegli stessi giovani che l’anno scorso hanno ispirato e dato il “la” alla Primavera araba: ragazzi provenienti dalla Tunisia, dalla Libia e dall’Egitto, che si stanno confrontando con i ragazzi partiti dalla Sardegna forti del loro bagaglio di conoscenze teoriche nei settori delle relazioni internazionali, dell’economia, del marketing e della comunicazione, della cooperazione internazionale e delle risorse umane.
Il percorso, realizzato con il contributo della Provincia di Sassari, della Camera di Commercio di Sassari e della Fondazione Banco di Sardegna, si è basato su una metodologia formativa che si alterna tra scambio di competenze, training di leadership, approfondimento del fund raising, della dimensione della comunicazione e dei concetti di progettazione formativa, progettazione d’impresa e business coaching.
«L’obiettivo è quello di offrire competenze imprenditoriali e culturali a giovani che, facendo rete tra le loro diverse professionalità, si impegnino nell’ambito della cooperazione internazionale assegnando alla Sardegna un ruolo di primo piano nei rapporti tra Europa e Sud del Mediterraneo», spiega ancora Alessandra Giudici. Enrico Daga e gli studenti sardi saranno tra i protagonisti del simposio internazionale “Un mare tra due sponde, un ponte tra due mondi”, che si terrà nel Teatrotenda di Rondine tra oggi e domani e inaugurerà ufficialmente il progetto “Sponda Sud”. «Il simposio internazionale, vuole essere un momento di confronto sulla situazione attuale e sulle prospettive future della sponda sud del mediterraneo, rispetto alle quali il nostro territorio rappresentano uno straordinario ponte di congiunzione con l’area euro mediterranea e il resto del Vecchio Continente», spiega l’assessore a proposito di un evento che vedrà la partecipazione del ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, del presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, il cardinale Jean-Louis Pierre Tauran, degli ambasciatori Egitto e Tunisia e di molti esponenti delle principali università italiane.

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