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CSL. LETTERA DEL PRESIDENTE ALESSANDRA GIUDICI AI CONSIGLIERI REGIONALI (Friday, September 14, 2012)

Presidente Alessandra Giudici Gentilissimi onorevoli,

il dibattito sull’approvazione in consiglio regionale della legge sul Finanziamento agli enti locali per il funzionamento di Csl e Cesil, mi impone alcune osservazioni – anche alla luce delle palesi distorsioni emerse – che chiariscano la condotta tenuta dalla Provincia di Sassari con l’obiettivo di favorire il lavoro, renderlo meno precario e preservare ogni lavoratore da legami di sudditanza politica e psicologica nei confronti di “venditori di illusioni” e teorici della “stabilizzazione” a ogni costo, anche contra legem.

Preciso innanzitutto che non c’è mai stata alcuna interruzione dei servizi erogati dai centri per l’impiego della Provincia di Sassari: trattandosi di funzioni storiche trasferite dalla Regione, hanno una propria struttura e si avvalgono del personale di ruolo, che al momento garantisce anche le attività complementari assicurate dai lavoratori parasubordinati. Ciò nonostante crediamo che il supporto fornito dai collaboratori dei Csl sia necessario e favorisca una maggiore qualità dei servizi erogati: auspichiamo pertanto che possano essere rimosse le cause che impediscono la proroga dei contratti di collaborazione.

La crisi economica e occupazionale ha assunto dimensioni tali da richiedere impegno e attenzione straordinari da tutte le istituzioni, che in un momento tanto delicato sono chiamate a un ulteriore sforzo di collaborazione. La Provincia di Sassari – da sempre particolarmente sensibile al tema del lavoro e della contrazione dei livelli occupazionali, per arginare la quale ha messo in campo in questi anni straordinarie risorse progettuali e finanziarie – è estremamente preoccupata, a maggior ragione da quanto accade al suo interno, e non fa nulla per favorire l’aggravarsi di condizioni di precarietà o di disoccupazione.

Mi preme poi precisare che la Provincia di Sassari non ha mai eluso nessuna legge regionale. Nessuno si è mai immaginato di non attuare le norme quando queste siano state in grado di indicare chiaramente quali percorsi seguire e con quali obiettivi. È pervicacia, dinanzi a una norma che pare in contrasto con disposizioni normative di ordine gerarchico superiore, chiedere al legislatore di sciogliere ogni dubbio? È pervicacia chiedere al legislatore di farlo attraverso una norma interpretativa?

La sentenza della corte costituzionale sulle legge 16, richiamandosi ai principi di coordinamento della finanza pubblica, conferma che i dubbi espressi a suo tempo non erano affatto pretestuosi. Ma quella richiesta di chiarimenti, formulata un anno fa anche al cospetto della Commissione consiliare di inchiesta sulla mancata applicazione delle leggi regionali, è rimasta inevasa. Confondendo il sacrosanto diritto-dovere di far prevalere il primato della politica con una “muscolare” prova di forza per pretendere cieca obbedienza da dirigenti, funzionari e impiegati, si sono lasciati irrisolti i dubbi, trasformando la Provincia di Sassari nel “nemico” dei lavoratori.

Mi preme una terza precisazione. Il pronunciamento del più alto organo giurisdizionale di controllo di legittimità delle leggi non ci ha rallegrato, perché non ha risolto i problemi. La Provincia di Sassari non l’ha commentato con toni trionfalistici, ma ha reagito a un attacco durato già un anno e destinato a durare ancora chissà quanto, sebbene ogni accusa sia stata smentita dalla corte costituzionale. Ciò nonostante, abbiamo fatto ogni sforzo possibile per individuare, nelle pieghe di un sistema normativo che continuiamo a considerare assai criticabile, la possibilità di richiamare al lavoro i collaboratori dei Csl, senza peraltro che perdessero un solo centesimo a causa di questa diatriba.

Altra precisazione. Sinora abbiamo parlato di quanto avvenuto sino alla scorsa primavera.

Oggi, invece, lo scoglio è rappresentato dalle controversie tra i collaboratori dei Centri Servizi per il Lavoro e la stessa amministrazione provinciale circa il rapporto di lavoro. Tali controversie scaturiscono dalle formali contestazioni mosse dai lavoratori stessi sulla legittimità della forma contrattuale che li ha legati all’ente sino al 30 aprile di quest’anno: non è coerente – né sul piano del buon senso né dal punto di vista amministrativo – la pretesa che detti contratti ritenuti illegittimi vengano rinnovati.

È tale controversia, che rende il caso di Sassari anomalo e unico a livello regionale, a impedire alla Provincia di Sassari di prorogare i contratti scaduti.

È stato attivato un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, e alla luce di quanto emerso è stata proposta la sottoscrizione di un verbale di accordo in cui, tra l’altro, si fissano procedure e modalità per superare le controversie e pervenire alla conseguente prosecuzione dei contratti dei collaboratori sino al 31 dicembre 2012. Oggi questa proposta di accordo viene respinta e bollata come “ricatto”.

Quanto detto sin qui mi spinge a sostenere con ancora maggior convinzione che la soluzione al problema sia una sola, rispetto alla quale – nell’ultimo anno come nei sei precedenti – abbiamo sentito da Cagliari solo promesse. Ritengo infatti che il vero problema resti quello che solleviamo da sette anni, da quando abbiamo iniziato a chiedere, senza smettere, che i servizi svolti in via sperimentale dai Csl fossero stabilizzati attraverso la storicizzazione delle risorse necessarie e delle relative figure. Era il nodo da sciogliere nel 2005, e resta il nodo da sciogliere oggi.

Mentre noi veniamo additati come i nemici dei lavoratori, si percorrono ancora scorciatoie e si cercano di volta in volta soluzioni pasticciate a una situazione di una chiarezza disarmante. In questa vicenda la Provincia è stata un capro espiatorio. Siamo ingiustamente accusati di essere i colpevoli della situazione di precarietà del servizio e dei lavoratori, solo per aver preteso di assicurare un servizio certo agli utenti e maggiori condizioni di stabilità per i lavoratori. Nonostante tutto, continuiamo la nostra battaglia, chiedendo alla Regione di storicizzare risorse e funzioni dei Csl.

Sperando di aver fornito un chiarimento utile al vostro dibattito, resto a disposizione per qualsiasi ulteriore occasione di confronto e auguro buon lavoro. Cordiali saluti.

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