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Chiusura Forum Internazionale “SARDEGNA, L’ISOLA VERSO IL SUD” (Tuesday, September 25, 2012)

Rondine Si è concluso questa sera il Forum Internazionale “SARDEGNA, L’ISOLA VERSO IL SUD: nuove rotte di pace, sviluppo e innovazione nel Mediterraneo” organizzato dall'associazione onlus “Rondine – Cittadella della Pace” di Arezzo, in collaborazione con Provincia di Sassari, Camera di Commercio Nord Sardegna e Fondazione Banco di Sardegna. I due giorni di analisi e studio hanno presentato il programma Sponda Sud, progetto di convivenza e cooperazione in cui sono impegnati giovani della Primavera Araba e quattro studenti sardi. Sponda Sud si è occupata della necessità di stabilire collegamenti economici e culturali tra la Sardegna e i paesi protagonisti della primavera araba, soprattutto Libia, Egitto e Tunisia. Per concretizzare questa unione, Rondine ha riunito ragazzi provenienti dai tre paesi del Nord Africa e quattro ragazzi dalla Sardegna per farli convivere sei mesi, facendogli frequentare corsi di formazione e approfondimento.
Attraverso “Dissonanze in Accordo“ uno spettacolo di visual art e un’ensemble polistrumentale, venerdì sera ad Alghero i giovani studenti di Rondine che provengono da luoghi di guerra hanno raccontato con parole brevi e intense il rifiuto del conflitto, e la rinascita in una consapevolezza che va oltre il nemico, verso la persona.
Il Forum è poi proseguito quest’oggi (sabato 22) con le testimonianze dei giovani di Sponda Sud all'Auditorium Itc Dessì Lamarmora con la sessione "Rondine e la riEvoluzione araba: realtà ed opportunità di collaborazione giovanile per la pace" animata dalla musica della Rete Italiana di Cultura Popolare. “Pace è una parola che deve essere riempita di significato. Oggi Rondine vi offrirà l’esempio di pace concreta”, ha esordito la presidente della Provincia di Sassari Alessandra Giudici. La folla di studenti, curiosi, attenti  ha stimolato i racconti della Primavera Araba. “Il sacrificio di Mohamed Bouaziz - il giovane che si dette fuoco il 17 dicembre 2010 come gesto di protesta per la confisca della sua merce da parte della polizia - è stata la rinascita per il popolo della Tunisia che avuto il coraggio di chiedere la propria libertà. Ho condiviso il sogno del cambiamento e ho scelto di partecipare a Sponda Sud attraversando quel mare che mi sembrava tanto grande quando in realtà siamo così vicini; con i giovani sardi e dello Studentato di Rondine vogliamo creare una rete perché condividiamo gli stessi progetti.””, spiega Nesrine da Tunisi, giovane partecipante Sponda Sud. “La rivoluzione è stata l’espressione di giovani che hanno vissuto anni di privazione, disoccupazione e leggi ingiuste – racconta Amira dall’Egitto - Pane libertà e giustizia sociale è stato lo slogan. I giovani hanno usato social network e hanno indetto il 25 gennaio 2011 come Giorno della Rabbia. Migliaia di persone sono scese in piazza per manifestazioni pacifiche e non si sono più fermate fino al crollo del regime”.
Una voce unanime quella degli studenti della Sponda Sud e dei giovani sardi che sono intervenuti nella sessione pomeridiana del Forum “Una nuova classe dirigente per la Sponda Sud del Mediterraneo” che, rivolgendosi agli esperti presenti attorno alla tavola rotonda, hanno chiesto come possono sviluppare al meglio una collaborazione in seguito all’incontro grazie al progetto Sponda Sud.
“Rondine ha chiamato noi quattro studenti sardi a convivere con giovani di culture e religioni diverse facendoci vivere una quotidianità propria di una società sempre più multiculturale - ha spiegato Riccardo da Cagliari - Rivolgendomi a voi studenti sardi dico: smettiamo di farci raccontare le cose e cominciamo a viverle. Sfruttiamo tutte le esperienze che ci permettano di aprirci al mondo migliorando la nostra vita e quella degli altri”. “È necessario lavorare per un futuro vicino e affrontare a viso aperto le differenze che ci separano ma che sono in realtà una ricchezza.  Un Paese che non crede nei suoi giovani non può avere sviluppo”, ha sottolineato Giovanni studente Sponda Sud di Alghero. Parole di incoraggiamento anche dal presidente dell’Unione delle Comunità islamiche in Italia, Elzir Izzedin “Oggi abbiamo bisogno di queste testimonianze per capire come andare oltre le nostre paure con fiducia nell’altro. Questi giovani sono cambiati perché hanno voluto essere il cambiamento. Dobbiamo metterci in gioco in un momento economico difficile per trovare una base di incontro e dialogo”. Una mano tesa dalle istituzioni nell’intervento del dirigente del Settore Programmazione e Pianificazione della Provincia di Sassari,  Salvatore Masia: “Dobbiamo dare ai ragazzi gli strumenti affinché conoscano le opportunità che le amministrazioni possono mettere a loro disposizione. La Sardegna può far diventare il Mediterraneo un mare di pace. È posta al centro per esser il crocevia del dialogo – ha commentato il deputato Savino Pezzotta – credo che i ragazzi di quest’isola debbano prendere in mano il destino della Sardegna”. La crisi internazionale viene vista a Rondine – Cittadella di Pace come momento di opportunità e rinascita, ma solo se vissuto investendoci tutta l’anima. “L’anima non fiorisce nell’indifferenza ma nell’amicizia – ha commentato Franco Vaccari - vinceremo la scommessa non separando queste cose. C’è un modo molto forte per sconfiggere la paura ed è quello che fanno i giovani di Rondine: cominciare a conoscersi. Non ci si apre se non si costruisce un po’ di vita interiore. Ci sono milioni di stimoli e senza questo non avremo la forza di guardare l’altro, un volto nei volti del mondo”.

 


 

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