[ Skip menus and services and go directly to content ]

[ Skip at Orizzontal menù ]

On this page are available the following services:
Orizzontal menù [1];
Language [2];
Search engine [3];
Menu navigation[4];
Contents;

[ Back to the top ]

[ Skip at the Language ]

[ Back to the top ]

[ Skip at the Search engine ]

[ Back to the top ]

Read the News

Enti locali e sindacati si rivolgono al governo nazionale e a quello regionale per riproporre l’urgenza della “questione Nord Ovest Sardegna” (Thursday, November 8, 2012)

fiume_santo

 

Sassari, 8 novembre 2012

Al Ministro dello Sviluppo economico

on. corrado passera

Al Ministro della Coesione territoriale

on. fabrizio barca

Al Sottosegretario dello Sviluppo economico

on. claudio de vincenti

Al Presidente della Regione Sardegna

on. ugo cappellacci

Gentilissimi,

con il presente documento intendiamo riproporre alla vostra attenzione il tema della drammatica crisi economica e occupazionale che sta attraversando il Nord Ovest Sardegna e, in particolare, i giorni di emergenza che sta vivendo l’industria in questo territorio. La gravità della situazione è tale da farci considerare stupefacente e inaccettabile al tempo stesso l’idea che la “questione Nord Ovest Sardegna” non risulti minimamente nell’agenda degli incontri che caratterizzeranno la visita in Sardegna della delegazione governativa composta dal Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, da quello per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, e dal sottosegretario dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, che saranno nell’isola il prossimo 13 novembre. Per quanto è dato sapere, i rappresentanti dell’esecutivo Monti verranno in Sardegna per discutere delle prospettive economiche, occupazionali e sociali del Sulcis, insieme alle istituzioni, agli enti locali, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni imprenditoriali e alle autorità del luogo.

Da un lato appare stupefacente e irrituale che i temi da trattare siano decisi unilateralmente da Roma, stabilendo quali debbano essere – in un’isola che professa fieramente fedeltà alla propria autonomia e ai suoi principi – le priorità e le emergenze. Con questo atteggiamento, peraltro, si corre il serissimo rischio di mettere i territori uno contro l’altro, in una ipotetica e poco edificante “guerra tra poveri” dalla quale uscirebbe sconfitta l’intera Sardegna.

D’altro canto pare del tutto inaccettabile che il governo regionale avvalli tutto questo, dimenticandosi ancora una volta dei territori geograficamente più lontani rispetto alle porte del palazzo e forse per questo considerati come periferici anche sul piano dell’importanza. Non abbiamo mai chiesto al governatore della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, alla sua giunta o al consiglio regionale un trattamento di riguardo per il nostro territorio. Abbiamo sempre insistito – comprendendo con enorme senso di responsabilità i drammi che tutta l’isola sta affrontando – affinché anche i problemi del nostro territorio venissero inclusi in una complessiva “vertenza Sardegna” da sottoporre all’attenzione del governo nazionale. Siamo rimasti inascoltati.

Alla luce delle riflessioni proposte sin qui – e sapendo di poter contare anche sul favorevole impegno profuso in tal senso dal Prefetto di Sassari nei giorni scorsi – chiediamo che l’appuntamento del 13 novembre non si trasformi in un’occasione mancata per tutti: per il governo, che venendo a Nord Ovest o incontrando i rappresentanti di quest’area avrebbero la possibilità di misurare di persona la profondità e l’asprezza del disagio che stanno affrontando quotidianamente migliaia di lavoratori; per la Regione, che potrebbe così sconfessare la sgradevole sensazione che qui avvertiamo noi tutti – attori istituzionali, sociali ed economici, ma anche cittadine e cittadini, commercianti, operai, imprenditori, liberi professionisti, artigiani, giovani – di essere stati letteralmente dimenticati da Cagliari.

Per dare concretezza alla nostra richiesta e per argomentarne la fondatezza, sarà sufficiente richiamare – tra tante – la situazione che sta vivendo il sito energetico di Fiumesanto, in comune di Sassari, gestito dalla multinazionale tedesca E.On. Da anni il colosso energivoro ha disatteso ogni impegno assunto formalmente con questo territorio, rinunciando così a qualsiasi progetto di sviluppo orientato a una piena efficienza e a una maggiore sostenibilità dello stabilimento, condizioni essenziali per garantire una prospettiva occupazionale potenzialmente destinata a migliorare e mettendo a repentaglio la sicurezza di chi opera in quegli impianti, ma anche la risorsa principale di questo territorio – ossia l’ambiente – e compromettendo l’operatività di un sito dal quale dipende in massima misura l’approvvigionamento energetico almeno in Sardegna.

Ebbene, come se tutto ciò non fosse sufficiente a screditare E.On e la sua politica integralmente orientata al profitto – anche a scapito di una programmazione che continuerebbe a generare vantaggi per il futuro – oggi la multinazionale tedesca assume decisioni che vanno a totale discapito della salute degli individui e della collettività, rendendo precari non solo i posti di lavoro, ma anche due diritti fondamentali e inalienabili come la salute e la sicurezza pubbliche. Noi non siamo disposti ad accettare tutto questo, e vi chiediamo di rifiutare insieme a noi che un processo tanto scriteriato quanto spedito si arresti. Per farlo, vi chiediamo di condividere con noi una piattaforma di richieste che più volte abbiamo rivolto all’azienda e che, per opportuna conoscenza o affinché poteste fare da tramite, abbiamo rivolto anche a voi.

In particolare:

  1. Le inaccettabili politiche adottate di recente dall’azienda non solo tradiscono il patto con il territorio, ma portano E.On a perdere il senso stesso della sua presenza a vantaggio di una mera logica speculativa, se è vero che oggi la multinazionale vende energia a un prezzo maggiore rispetto al passato e comprime i costi all’inverosimile pur di aumentare il proprio margine di guadagno;

  2. Resta prioritario per il territorio che E.On dica una volta per tutte che intende mantenere gli impegni assunti attraverso gli accordi che ha siglato nel corso degli anni e che ha confermato anche di recente;

  3. In particolare, si ribadisce la necessità assoluta di procedere alla realizzazione del nuovo impianto (gruppo 5) a ciclo superipercritico da 450 megawatt alimentato a carbone;

  4. La suddetta costruzione è resa ulteriormente urgente dall’impegno aziendale di dismettere i gruppi 1 e 2 alimentati a olio combustibile il cui utilizzo è reso possibile da ormai diverso tempo da un regime di deroga non più sostenibile. Ogni ritardo nella costruzione del nuovo gruppo procura pertanto un danno non solo economico ma anche ambientale per il territorio;

  5. Si richiede che, come conseguenza del rispetto di tali prioritari impegni, si proceda alla prevista restituzione delle aree che attualmente ospitano i gruppi 1 e 2 e di quelle prospicienti;

  6. In conclusione si ritiene inaccettabile il persistere della situazione attuale che, oltre a costituire il palese mancato rispetto degli accordi che E.On ha assunto con il territorio, garantisce un evidente vantaggio economico per la stessa società, ma per contro costituisce un grave danno ambientale per l’area interessata e un pericolosissimo danno economico e sociale per il territorio a causa del rischio di una continua emorragia occupazionale.

 

Riteniamo che le questioni poste, che sono specifiche del nostro territorio ma hanno un’importanza e un interesse perlomeno regionale, debbano portare – come chiediamo - all’immediato avvio di un confronto sui temi dell’energia, del presente e del futuro di Fiumesanto. Questo deve avvenire già a partire dalla visita in Sardegna della delegazione governativa, anche per rispondere all’emergenza e per far fronte al disagio che si vive nel sito, dove i problemi menzionati stanno generando – oltre a un’evidente instabilità sociale – anche il timore della certezza e della continuità di erogazione del servizio elettrico in Sardegna.

In attesa di un urgente e tempestivo riscontro alla presente, porgiamo distinti saluti.

 

Alessandra Giudici, presidente della Provincia di Sassari

Gianfranco Ganau, sindaco di Sassari

Stefano Lubrano, sindaco di Alghero

Beniamino Scarpa, sindaco di Porto Torres

Antonio Rudas, segretario territoriale Cgil Sassari

Gavino Carta, segretario territoriale Cisl Sassari

Giuseppe Macioccu, segretario territoriale Uil Sassari

[ Back to the top ]