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Disabili, rinnovato il servizio di assistenza. Musmeci: «ecco 200mila euro, ma regione e governo intervengano» (Tuesday, November 13, 2012)

Musmeci

«Altri 200mila euro per confermare un servizio di assistenza ai disabili di eccellenza». È il risultato ottenuto dal settore Istruzione della Provincia di Sassari al termine del lavoro di riorganizzazione compiuto nell’arco degli ultimi due mesi per «garantire al servizio gli stessi standard qualitativi e quantitativi degli ultimi anni, pur a fronte di una crescita esponenziale dell’utenza e nonostante l’aumento dei costi prodotti dal nuovo appalto», come spiega l’assessore provinciale competente, Rosario Musmeci. Preso atto delle difficoltà degli istituti superiori del Nord Ovest Sardegna a svolgere l’assistenza di base, che in teoria compete alle scuole, «siamo riusciti a individuare tra le pieghe del bilancio pluriennale le risorse necessarie per farci carico di un servizio che non ci spetterebbe – annuncia Musmeci – pur di evitare che a fare le spese dei tagli ministeriali debbano essere gli allievi delle nostre scuole, e in particolare gli studenti disabili».

È dal 2008 che la Provincia di Sassari, cui istituzionalmente compete l’assistenza specialistica degli studenti disabili, si è sostituita al “pianeta scuola” nella gestione del servizio di assistenza nel suo complesso, compresa l’assistenza di base e il trasporto dei disabili. Una scelta compiuta in maniera pressoché volontaria, «che ci ha visto svolgere un ruolo sociale determinante, dato che il riconoscimento dell’elevata qualità del servizio offerto è stato utile per coinvolgere nella filiera dell’istruzione scolastica un numero di disabili sempre più elevato», spiega ancora l’assessore provinciale. A confortare le sue dichiarazioni sono i numeri. «Dai 60 utenti assistiti nel 2008 siamo passati ai 100 dell’anno scorso – dice, carte alla mano, Musmeci – e quest’anno registriamo un ulteriore aumento del 30%». Anche i soldi stanziati per questo intervento sono aumentati progressivamente. «Nel 2008 si spendevano 770mila euro, l’ultimo anno scolastico è costato 1milione e 148mila euro», riferisce ancora Rosario Musmeci.

Quest’anno la partenza è stata decisamente in salita. «Con enormi sacrifici e pur con finanziamenti statali e regionali immutati, siamo riusciti a confermare la cifra stanziata per lo scorso anno», racconta il delegato per l’Istruzione della giunta presieduta da Alessandra Giudici. Però, «da un lato c’è stato il passaggio da 105 a 132 utenti, che cogliamo come fatto socialmente positivo e come risultato prodotto dal lavoro fatto gli anni scorsi – commenta Musmeci – d’altro canto c’è stato un nuovo appalto, che ha prodotto per noi dei costi maggiori rispetto a quelli pattuiti con la gara precedente, che risaliva a tre anni fa». Così, se nel triennio precedente un’ora di assistenza costava in media alla Provincia 15,40 euro, «oggi paghiamo mediamente 18,58 euro per un’ora di assistenza di base e 20,92 euro per l’assistenza specialistica», conferma l’assessore.

Monitorati e valutati attentamente i nuovi fattori intervenuti rispetto all’anno scorso, l’amministrazione provinciale è corsa ai ripari per individuare le risorse da mettere a disposizione di un servizio irrinunciabile. Con gli ulteriori 200mila euro stanziati «sarà possibile garantire standard qualitativi e quantitativi analoghi a quelli dell’anno scorso», annuncia soddisfatto Musmeci. «Resta il fatto che questa situazione è figlia dei tagli ministeriali, che ci hanno imposto di assumerci la responsabilità di fronte all’impossibilità delle scuole di gestire un servizio di loro competenza – denuncia – per questo chiediamo che il sistema regionale dell’istruzione, tra assessorato e ufficio scolastico, si faccia carico di una situazione che la Provincia, non avendo nemmeno competenza su una parte consistente del servizio, non potrà accollarsi ancora troppo a lungo».

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