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Il canto a tenore tra i “Testimoni della Cultura Popolare”, la giuria approva la proposta di Alessandra Giudici (Friday, December 14, 2012)

Cultura Popolare

«Il canto a tenore fa parte del nostro testamento culturale». È la motivazione con cui la commissione scientifica per il riconoscimento dei “Testimoni della cultura popolare” ha accolto ieri pomeriggio la candidatura avanzata nei giorni scorsi dal presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici. In occasione della “Giornata nazionale della Rete italiana di cultura popolare”, che da qualche anno si celebra in tutta Italia il 13 dicembre, il presidente della Provincia aveva deciso di proporre che venisse premiata una delle più diffuse e antiche espressioni della cultura sarda. Per questo nei giorni scorsi Alessandra Giudici, che della Rete è vicepresidente, aveva preso carta e penna e aveva formalizzato la candidatura del canto sardo tradizionale per eccellenza.

«Nella logica in cui abbiamo operato in questi anni per tutelare, preservare e valorizzare l’immenso patrimonio immateriale di cui dispongono la cultura italiana e le diverse culture locali – spiega il presidente della Provincia – la candidatura del canto a tenore, senza alcuna indicazione specifica per nessuno tra i tanti e straordinari interpreti di questo genere, mi sembra un fatto naturale». Tanto più che «il canto a tenore è stato inserito dall’Unesco tra i “patrimoni orali e immateriali dell’umanità” – spiega ancora Alessandra Giudici – e data la sua unicità è considerato “patrimonio intangibile dell’umanità” già da alcuni anni».

La Provincia di Sassari ha intrapreso «un percorso ben preciso nell’intento di valorizzare e diffondere quei tratti che sono propri della nostra identità culturale, economica e sociale come elementi su cui puntare per delineare nuovi scenari di ripresa, di crescita e di sviluppo morale e materiale», afferma il presidente Giudici. In questa logica si inserisce la decisione di candidare il canto a tenore a un riconoscimento attribuito sinora ad autentici protagonisti della culturale popolare italiana. «Oltre ad avere grande importanza nella tradizione locale come espressione artistica di matrice originale e autoctona – dice Alessandra Giudici – il canto a tenore è espressione di quel mondo agro-pastorale che caratterizza fortemente l’identità sociale, economica e culturale di tutta l’isola».

Il progetto dei “Testimoni della cultura popolare” costituisce un riconoscimento internazionale per la valorizzazione di tutte quelle forme di espressione artistica, di riti, di feste e di attività che rappresentano la storia del territorio e le attribuiscono una determinata identità. I testimoni sono chiamati a difendere con orgoglio la linfa vitale che è nelle radici di ogni comunità e di ogni territorio, rimettendola in circolo e riproponendo germogli di modernità che nascono dalla continuità con il passato, la storia e la memoria. Le azioni operative che i testimoni sono chiamati a svolgere sono le “Cattedre ambulanti della cultura popolare”, durante le quali diventano docenti.

Ieri la “Giornata nazionale della Rete italiana di cultura popolare” è stata una vera e propria festa, nel corso della quale si è celebrato il ruolo delle tradizioni e dei saperi che passano di generazione in generazione e si è ricordato il dovere di salvaguardare un patrimonio così ricco. Il 13 dicembre si celebra Santa Lucia, che è stata eletta protettrice della cultura popolare. Le fiaccole accese in onore di Santa Lucia diventano le luci accese simbolicamente e simultaneamente dalla Rete in tutta Italia, a dimostrazione di come la cultura popolare sia radicata nei territori con usi, costumi e tradizioni che mutano in ogni area.

La Rete oggi è presente in quasi tutte le regioni italiane con l’obiettivo di individuare, valorizzare e creare azioni per veicolare quei saperi che vengono spesso trasmessi solo oralmente e che ogni giorno corrono il rischio di sparire per sempre. Tutte le azioni che la Rete promuove hanno come scopo statutario quello di facilitare il “passaggio di testimone”, creando le condizioni perché le nuove generazioni entrino in relazione con quei saperi e quei protagonisti di una cultura spesso trascurata dai circuiti convenzionali.

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