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Il Comitato dell’area di crisi delinea una road map delle rivendicazioni territoriali. (Thursday, May 9, 2013)

portotorres

«Una road map per rispondere con forza e determinazione a chi sta contribuendo all’acuirsi di una crisi senza precedenti, a iniziare da E.On e dal mancato rispetto degli accordi relativi agli investimenti su Fiumesanto per proseguire con la Regione e con il governo nazionale, la cui indifferenza rispetto al grido di dolore lanciato dal Nord Ovest Sardegna è da considerarsi una concausa del drammatico momento in cui versa l’intero territorio provinciale». La definizione di una precisa e puntuale tabella di marcia, i cui contenuti e le cui iniziative saranno al centro di un ulteriore confronto già fissato per il prossimo giovedì 16 maggio, è l’accordo trovato questa mattina dalle forze istituzionali, economiche e sociali che fanno parte del Comitato per l’Area di crisi di Sassari, Alghero e Porto Torres. «L’obiettivo dichiarato deve essere quello di reagire all’idea che la situazione sia ineluttabile, quando invece esistono i rimedi», è il punto su cui tutti hanno convenuto questa mattina al termine della riunione nella sala Campus del palazzo della Provincia.

Convocato dal presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, su richiesta del sindaco di Porto Torres, Beniamino Scarpa, l’incontro è scaturito dall’esigenza rappresentata dallo stesso Scarpa di dare risposte concrete ai lavoratori dell’indotto legato alla centrale elettrica di Fiumesanto. Ma il dibattito seguito all’intervento del sindaco portotorrese ha fatto emergere la comune volontà di riproporre come centrale il tema dei mancati investimenti da parte di E.On, dal quale derivano timori e difficoltà «che interessano ormai l’intero territorio, perché in assenza di manifatture e di produzioni rischiano il collasso anche i servizi e tutti i settori economici», è stato rilevato da più parti stamattina.

No a una battaglia di retroguardia per ottenere strumenti straordinari con cui gestire una fase transitoria, è la linea passata al termine dell’incontro di oggi, «ma la volontà di esigere con forza quello che ci spetta, anche attraverso una piena assunzione di responsabilità da parte del governo nazionale e di quello isolano rispetto agli impegni sottoscritti con questo territorio e ancora disattesi», è il grido di battaglia. Tradotto, «senza investimenti si rischia di gestire una transizione dalla situazione attuale a una assolutamente ignota, col rischio che dopo la fase transitoria ci sia solo il baratro», come è stato detto durante il confronto cui hanno partecipato, insieme ad Alessandra Giudici e Beniamino Scarpa, l’assessore provinciale del Lavoro, Rosario Musmeci, l’assessore del Comune di Sassari, Vinicio Tedde, l’assessore del Comune di Alghero, Alma Cardi, il presidente del Consorzio industriale provinciale, Franco Borghetto, il segretario territoriale della Cgil, Antonio Rudas, il suo omologo della Cisl, Gavino Carta, i rappresentanti delle confederazioni di categoria di Cgil e Cisl, Massimiliano Muretti e Luca Velluto, il direttore generale di Confindustria Nord Sardegna, Giansimone Masia, e il segretario territoriale di Confapi Sardegna, Alessandro Mura.

Verrà disposto un calendario di iniziative e verranno stabiliti i contenuti di una rivendicazione più ampia, che dovrà coinvolgere l’intero territorio provinciale in vista di una mobilitazione generale «che restituisca al territorio la dignità e l’orgoglio di volersi battere a gran voce per ottenere quello che finora gli è stato negato dall’indifferenza di chi crede che le crisi irreversibili e di sistema si siano concentrate solo in altre zone del territorio regionale e nazionale».

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