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Marea nera, Governo e Regione non si costituiscono parti civili. Alessandra Giudici: «conniventi» (Wednesday, November 13, 2013)

fiume santo

«La scelta del Governo e della Regione di non costituirsi tra le parti civili contro E.On per lo scempio provocato nel nostro territorio è un vero e proprio atto di connivenza politica». Il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, spara ad alzo zero in direzione di Roma e, soprattutto, di Cagliari. «Sul piano simbolico, la decisione della Regione di schierarsi apertamente e chiaramente dalla parte del Nord Ovest Sardegna avrebbe avuto un significato ben preciso», sostiene Alessandra Giudici. «Al contrario, la giunta Cappellacci ha dimostrato ancora una volta lo scarsissimo riguardo che riserva a questa parte dell’isola – aggiunge il presidente della Provincia – e la totale sudditanza nei confronti dei grandi gruppi industriali, contro i quali Cagliari non ha mai mosso un dito nonostante tante ostili dichiarazioni di facciata».

A indurre una reazione tanto veemente è la notizia che Regione e Ministero non faranno parte del processo per la “marea nera”, ossia il disastro causato dallo sversamento di 36mila litri di olio combustibile che l’11 gennaio del 2011 finirono nelle acque e nella battigia di tutta l’area costiera del Nord Sardegna. L’incidente, provocato da una foratura nell’oleodotto che collega la centrale di Fiume Santo – di proprietà della multinazionale tedesca dell’energia – alla banchina sul porto industriale di Porto Torres, suscitò una reazione indignata in tutta l’isola, costringendo E.On a intervenire per ripulire quell’infinità di macchie nere e oleose.

 

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