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Industria, la Provincia chiede «soluzioni sempre più chiare a tutela dell’occupazione» (Thursday, December 19, 2013)

ENI

 

«Individuare e codificare con chiarezza specifiche modalità per garantire al massimo livello la continuità e l’implemento dell’occupazione». La proposta – che arriva per bocca dell’assessore provinciale del Lavoro, Rosario Musmeci – chiarisce con precisione le attese che la Provincia di Sassari ripone rispetto al fatto che «sul tema del lavoro il progetto per la realizzazione della filiera della chimica verde sappia guardare lontano», come dice il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici. «Occorre andare ben oltre le prescrizioni già contenute nel protocollo d’intesa che Eni ha siglato due anni fa con la Regione e con il territorio», aggiunge il presidente in maniera più esplicita. «In questo senso, esistono già delle buone pratiche realizzate in altri territori – suggerisce l’assessore Musmeci – potremmo studiare insieme il modo per mutuarle e adeguarle alle esigenze del nostro tessuto produttivo e occupazionale, a tutela dei lavoratori e in favore della crescita del sistema imprenditoriale locale».

L’istanza della Provincia di Sassari arriva all’inizio dell’incontro con i rappresentanti delle diverse società dell’universo Eni. Un faccia a faccia fortemente richiesto dall’amministrazione provinciale e accolto con la massima disponibilità, per fare il punto su tutti i fronti aperti: sviluppo del piano industriale, bonifiche, occupazione e ambiente. Nella sala della giunta, al primo piano, la delegazione Eni ha incontrato questa mattina il presidente Giudici, l’assessore Musmeci e il suo collega competente in materia di Ambiente, Paolo Denegri.

Le notizie trapelate di buon mattino attraverso la rassegna stampa rendono il confronto ancora più attuale. «Non c’è stato alcun nuovo bando per i servizi di pulizia civile a danno delle aziende locali», assicurano dalla multinazionale a partecipazione statale, rispondendo alla precisa domanda che la delegazione della Provincia aveva già in mente di fare rispetto a una questione che, dopo le polemiche sollevate oggi a mezzo stampa, è diventata ineludibile. «Il contratto era scaduto da diversi mesi e si stava operando in proroga – proseguono i rappresentanti di Eni – questa situazione non poteva perdurare oltre, perciò a inizio anno interverrà il Cms, il consorzio che con un contratto in essere dal 2011 gestisce questo tipo di servizi in tutto il sud Italia, e nel settembre del prossimo anno ci sarà un bando». Per quell’epoca, «il percorso indicato dalla Provincia per individuare misure che tutelino ancora più puntualmente i lavoratori e le imprese locali, auspichiamo che possa aver già fatto il suo corso», è l’augurio di Alessandra Giudici, Rosario Musmeci e Paolo Denegri, che anche rispetto alle gare in corso di svolgimento per l’affidamento di altri servizi ribadiscono la necessità di superare il protocollo d’intesa, «al cui rispetto tutti sono comunque richiamati in modo vincolante», precisano i dirigenti di Eni durante l’incontro andato avanti per l’intera mattinata.

Sul piano delle bonifiche e delle sperimentazioni in campo agricolo, il lavoro procede secondo il cronoprogramma concordato e stabilito da tutti i soggetti istituzionali, economici, sociali e culturali che sin qui hanno avuto voce in capitolo rispetto a una partita considerata centrale per il processo di sviluppo del territorio, al punto che si è giunti ormai alla fase conclusiva dell’iter autorizzativo relativo alle bonifiche delle acque di falda. Semmai, il tavolo ha convenuto sull’opportunità che «l’assenza della Regione non determini rischiosi rallentamenti, perciò è auspicabile che Cappellacci torni a svolgere quel ruolo di coordinamento necessario per la corretta prosecuzione del processo, soprattutto in una fase così delicata come quella che ci apprestiamo ad affrontare nei prossimi mesi, quando la realizzazione dei nuovi impianti sarà completata e il nuovo progetto industriale dovrà andare a regime».

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