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Alessandra Giudici scrive a studenti e insegnanti (Monday, September 15, 2008)

Carissimi,
quello che ci prepariamo a scrivere insieme è un grande classico per ragazzi, anche se per qualcuno è uno di quei “mattoni” che proprio non vanno giù. È l’inizio dell’anno scolastico. Una storia per ragazzi, appunto, ma anche per adulti. Dalle famiglie, da tutti quei genitori che nella scuola – nonostante tutto – ripongono speranze e attese per un futuro in cui, si augurano, i propri figli saranno protagonisti e coroneranno ogni sogno coltivato tra i banchi. Agli insegnanti, che tra tagli, esuberi e graduatorie sono stati loro malgrado al centro delle polemiche politiche di fine estate, trattati come numeri e conti da far quadrare. Come se non si trattasse, invece, delle donne e degli uomini cui affidiamo il compito di far crescere l’Italia di domani. Passando per tutte quelle altre figure dirigenziali, amministrative, tecniche e di supporto che, tra una riforma e una controriforma del “Pianeta Scuola”, vanno avanti, continuando a credere nell’istituzione scolastica, nei suoi valori, nel suo contributo all’oggi e al domani di un Paese che a ogni tornata elettorale giura fermamente sul valore dell’istruzione e della ricerca, ma poi se ne dimentica.

È una storia per ragazzi, per famiglie e per adulti, l’inizio dell’anno scolastico. Le scelte compiute dal nuovo governo Berlusconi e dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini colorano quest’avvio 2008-09 di giallo. Un bel thriller, l’inizio dell’anno scolastico, ma dalle prime pagine è decisamente difficile capire quale potrebbe essere il finale, o a maggior ragione immaginare che possa trattarsi di un lieto fine. In compenso, però, è già chiaro chi è il colpevole. E questo, per un giallo che si voglia considerare ben scritto, non è certo un bene.

Eravamo sulla via di una riforma che fondava su un investimento puntuale e serio sul sapere, a partire dai bisogni primari, ormai ineludibili: stabilità, certezze, qualità e autonomia dell’insegnamento e della gestione, strutture edili adeguate, snellezza delle procedure e, infine, copertura dei posti, per rispondere ai bisogni vecchi e nuovi, quali il tempo pieno delle famiglie e le necessità dei bambini disabili. Ora si vorrebbe tornare indietro, ridiscutere alcune conquiste, rinunciare a determinati risultati acquisiti. La Provincia di Sassari preferisce guardare avanti, proseguire sulla strada intrapresa. Con fatica, certo. Con sforzo. Ma con la fortissima consapevolezza di quanto fondamentale sia la scuola in un territorio fiaccato dalle difficoltà economiche e occupazionali, e di riflesso in gravissima crisi di identità anche sul piano sociale e culturale.

Crediamo, e vogliamo lavorare insieme a voi studenti, insegnanti, dirigenti e operatori del mondo scolastico, in una scuola capace di rispondere in maniera sempre più puntuale alle esigenze e alle domande dei nostri giovani, ma anche alle opportunità di lavoro offerte dal mercato, sia in ambito locale che globale. Abbiamo compiuto grandi sforzi, in questi anni, per rendere migliori gli istituti scolastici e per incidere sull’offerta formativa, lasciando ovviamente ampio spazio all’autonomia del mondo scolastico e contribuendo solo in termini di idee e di sostegno economico.

C’è ancora tanto da fare e c’è anche la volontà di farlo. Intanto, cari ragazzi, insegnanti, dirigenti e operatori del mondo della scuola, sappiate che la Provincia di Sassari guarda a voi con grande affetto e premura, convinta com’è che, come recita l’articolo 1 dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti della Repubblica Italiana, «la scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica». Ossia, il luogo dove i cittadini di domani crescono e prendono coscienza di sé e della collettività.
Ragazzi in bocca al lupo! E buon anno scolastico a tutti.

Alessandra Giudici,
Presidente della Provincia di Sassari

 

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