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ED Agricoltura
L’origine della politica agricola comune (PAC) risale agli inizi dell’integrazione europea, quando gli Stati membri hanno intrapreso un’opera di ristrutturazione e sviluppo della propria produzione alimentare, danneggiata dalla Seconda guerra mondiale. Oggi la PAC continua a svolgere un ruolo centrale nell’Unione europea, non solo perché oltre il 90% dei territori dell’Unione è coperto da terreni agricoli o da foreste, ma soprattutto perché la PAC è divenuta uno strumento fondamentale per rispondere a nuove sfide in termini di qualità dell’alimentazione, rispetto dell’ambiente e scambi commerciali. La riforma del 2003 ha costituito un momento chiave dell’evoluzione della PAC, adattando quest’ultima alle nuove esigenze degli agricoltori, dei consumatori e del pianeta.
I due grandi assi della politica agricola comune (PAC) consistono nel sostenere la competitività degli agricoltori europei e nell’incoraggiare lo sviluppo delle zone rurali, in particolare quelle svantaggiate. In quest’ambito, le modalità di finanziamento degli agricoltori si sono evolute, concentrandosi sempre più sul rispetto dell’ambiente e sulla qualità dei prodotti piuttosto che sul loro volume. L’Unione europea ha inoltre intensificato il proprio impegno nei confronti dello sviluppo rurale grazie ad uno strumento unico di finanziamento che valorizza l’agricoltura e la silvicoltura nonché tutte le attività dell’ambiente rurale.
Dall'Europa
(14/04/10) – Invito a un dibattito pubblico on line sul futuro dell'agricoltura in Europa
La Commissione Europea ha avviato oggi un dibattito pubblico sul futuro della politica agricola comune (PAC) nell'Unione europea. La strategia Europa 2020 apre una prospettiva nuova. In questo contesto la PAC può contribuire maggiormente allo sviluppo di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva rispondendo in maniera più adeguata alle nuove sfide della nostra società, in particolare sul piano economico, sociale, ambientale, climatico e tecnologico.
