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ED Aree Tematiche e Bandi

ED_AREE TEMATICHE

I paesi membri hanno trasferito una parte della loro autorità legislativa all'UE in alcuni settori, come (ad esempio) l'agricoltura e la pesca. In altri settori, come la cultura, i governi nazionali definiscono le politiche insieme all'UE.

L'UE tuttavia è attiva in numerosi settori, dalla ricerca all'istruzione, dall'occupazione alla salute. Nel menù accanto è possibile cliccare su una delle aree di attività per capire cosa fa l'UE in tale settore e per trovare i link alle schede dei bandi europei.

Vi sarà inoltre possibile trovare una presentazione della legislazione dell'Unione e dei i diritti che l'Unione vi garantisce per ogni area tematica.
Ogni area comprende inoltre una presentazione dei programmi di finanziamento dell'Unione (ove pertinente).

Per il periodo 2014 – 2020 l'Unione ha predisposto, attraverso il suo budget, linee di finanziamento per attività che cittadini, enti pubblici, scuole, università, imprese, associazioni e altre no profit vogliano realizzare nell'ambito dei vari ambiti tematici.
Il quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’Unione europea, che definisce le priorità di bilancio dell'UE per gli anni dal 2014 al 2020, approvato il 2 dicembre 2013 dal Consiglio europeo, stabilice per l'Unione la disponibilità di 959.99 miliardi di euro di impegni di spesa e 908.40 miliardi di euro di pagamenti per i prossimi sette anni di programmazione.
Il 94% di queste risorse viene speso in progetti ed iniziative in Europa e fuori. Tutti i cittadini europei godono di queste risorse, destinate a finanziare attività per il miglioramento delle loro condizioni di vita, per una migliore tutela dell'ambiente, per stimolare la ricerca e l'innovazione, per la sicurezza alimentare, per la competitività delle imprese e dell'economia europea in generale.
Attraverso i suoi trattati, la Strategia Europa 2020, le sue raccomandazioni, i libri bianchi, ecc., l'Unione traccia una direzione per le attività sue proprie e dei propri cittadini e Stati mebri, che devono essere finalizzate alla promozione di uno sviluppo intelligente, sostenibile, inclusivo.
L'Unione porta avanti da sé alcune iniziative e progetti, attraverso le sue istituzioni e agenzie; la maggior parte dei fondi vengono invece distribuite agli Stati membri e alle loro istituzioni centrali e regionali  nella forma dei “fondi strutturali” per la realizzazione dei progetti che essi ritengano pertinenti alle loro necessità, nel solco delle priorità dell'Unione; alcuni altri vengono messi a bando per i progetti di cittadini, enti pubblici ed imprese direttamente dalla Commissione attraverso alcuni specifici programmi. L'uso dei fondi messi a disposizione dall'Unione deve contribuire alla realizzazione delle politiche europee nei vari ambiti d'azione.
L'Unione finanzia le attività di cittadini, enti pubblici e imprese attraverso i suoi fondi con tre differenti modalità di gestione:
- finanziamenti diretti, gestiti direttamente dalla Commissione o attraverso da apposite agenzie europee o nazionali;
- finanziamenti indiretti,  assegnati attraverso Autorità nazionali o regionali degli Stati membri (i cosiddetti “fondi strutturali”);
I finanziamenti diretti e indiretti possono consistere in sovvenzioni (fino al 100% del costo stimato dei progetti), garanzie o prestiti.

I finanziamenti diretti, una sorta di “fondi tematici dell’UE”,  sono assegnati attraverso programmi operativi di livello pan-europei, per il finanziamento di progetti che prevedono generalmente la costituzione di partenariati nazionali e transnazionali tra enti pubblici, imprese e associazioni/fondazioni/reti. Alcuni programmi incentivano la collaborazione non tra i Paesi dell'Unione europea ed i Paesi in via di adesione, i Paesi del Mediterraneo e i Paesi “terzi”.  Fra i programmi a gestione diretta citiamo a livello esemplificativo: Horizon 2020, Cosme,  EaSi, Erasmus +; troverete una presentazione dei programmi nelle rispettive aree tematiche.  L'Unione predispone appositi bandi, siti internet, sistemi di valutazione e gestione amministrativa e finanziaria per l'assegnazione dei finanziamenti ed  il controllo dell'implementazione dei progetti; gli assegnatari dei fondi sono responsabili della buona gestione dei fondi e del raggiungimento degli obietti dei progetti che propongono alla Commissione per il finanziamento. I finanziamenti possono arrivare a coprire il 100% dei costi ammissibili da sostenersi per il progetto; nella maggior parte dei casi i soggetti proponenti sono tenuti a cofinanziare il loro progetto.

I finanziamenti indiretti, noti come “Fondi Strutturali e di Investimento Europei”, sono gestiti dagli Stati membri e dai loro enti decentrati (in Italia, dalle Regioni). I fondi strutturali sono lo strumento per l'implementazione della “politica regionale e di coesione dell'Unione. Sono fondi strutturali: il Fondo Sociale Europeo (FSE), il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR). Esiste inoltre il Fondo di Coesione, riservato ai paesi il cui PIL sia inferiore al 90% della media UE. L'Unione si è anche dotata di un Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (a valere sui fondi della Politica Agricola Comune) e di un Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP).
L’obiettivo principale di questi fondi è quello di ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali tra le varie regioni europee. Tutte le Regioni europee usufruiscono dei finanziamenti, seppure con differenti livelli di cofinanziamento proprio richiesto (inferiore per le Regioni più povere).  La Sardegna rientra nella categoria delle “regioni in transizione”, con un PIL pro capite compreso tra il 75% ed il 90% della media comunitaria.
Gli Stati membri stabiliscono con l'Unione un “Accordo di partenariato”, in cui si stabiliscono finalità e criteri di utilizzo dei fondi strutturali. Nella cornice dell'Accordo, lo Stato disegna i sui PON, Programmi Operativi Nazionali, che descrivano gli obiettivi e le linee d'azione per l'utilizzo dei fondi indiretti su tutto il territorio nazionale. In base all'Accordo ed ai PON, a seconda delle loro necessità, le Regioni italiane predispongono i loro POR, ossia Programmi Operativi Regionali.
Nel solco della Strategia Europa 2020, nella programmazione dei Fondi le singole regioni devono riservare una quota consistente delle risorse ad interventi che favoriscano l'efficienza energetica e l'uso di fonti rinnovabili e la realizzazione di progetti di ricerca e innovazione e la competitività delle piccole e medie imprese (l'obbligo vige per il 50% della dotazione finanziaria dei programmi delle regioni meno sviluppate e per l'80% con riferimento alle altre regioni).
Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) nasce con l'obiettivo di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale nell’Unione europea intervenendo sugli squilibri tra le regioni. Attraverso il FESR l'Unione finanzia inoltre i programmi di “cooperazione territoriale”, a livello transfrontaliero, transnazionale e interregionale (sono strumenti della cooperazione territoriale i programmi Interreg, il P.O. Italia/Francia “Marittimo”, ecc.).
 Il Fondo sociale europeo (FSE) nasce con l'obiettivo di contribuire alla coesione economica, sociale e territoriale, come principale strumento finanziario dell’Unione europea per investire nelle risorse umane. Attraverso l'FSE l'Unione intende incrementare le opportunità di occupazione dei cittadini europei, promuovere lo sviluppo dell’istruzione e migliorare la situazione dei soggetti più vulnerabili al rischio di povertà.
Attraverso il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) e il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP) la UE si è dotata si strumenti per favorire la crescita e l'innovazione delle aree rurali, e lo sviluppo di un sistema della pesca che tuteli la biodiversità favorendo al contempo lo sviluppo economico.


 

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