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Europa, con il network degli stretti nasce l’alleanza delle terre tra il mare e il vecchio continente (martedì 10 aprile 2012)

Argomento:

  • Progetto NOSTRA |
Alleanza_stretti

Si scrive Nostra, che sta per Network of Straits, ed è il patto che sancisce l’alleanza delle terre di confine tra il mare e i Paesi del Vecchio continente per l’ideazione e la realizzazione di politiche comuni per affrontare le comuni problematiche in tema di ambiente, economia, turismo e trasporti. È stato siglato nei giorni scorsi a Calais, tratto costiero di confine tra la Francia e l’Inghilterra, il patto cui aderiscono anche la Corsica e la Sardegna – e in particolare la Provincia di Sassari, rappresentata nell’occasione dall’assessore delle Politiche comunitarie, Enrico Daga – in un progetto inserito nell’ambito del piano operativo Interreg IV C, il cui obiettivo di fondo è proprio quello di elaborare, valorizzare e disseminare buone pratiche all’interno dell’area comunitaria tra territori che vivono in analoghe condizioni, tanto sul piano socio-economico che dal punto di vista logistico-geografico.

«Il Network degli Stretti d’Europa è un sistema riconosciuto dalle istituzioni comunitarie per identificare le zone litoranee e il loro immediato retroterra come un laboratorio privilegiato per la sperimentazione di innovative politiche europee in campo ambientale, economico e sociale», è il commento dell’assessore Daga. «Ma per la Sardegna può rappresentare anche un’occasione determinante per utilizzare in chiave strategica la sua posizione geografica – aggiunge – e proporsi come ponte tra l’Europa e il Mediterraneo». Obiettivo rispetto al quale, insiste ancora l’assessore, «serve che tutte le istituzioni isolane e tutti gli attori politici, sociali, economici e culturali acquisiscano consapevolezza di ciò che potremmo rappresentare in Europa».

Attraverso l’accordo sottoscritto avantieri, i rappresentanti delle istituzioni locali di 10 Paesi membri si alleano per chiedere all’Europa che le politiche comunitarie riconoscano e tengano conto delle peculiarità degli Stretti, anche attraverso l’inclusione di quelli che vengono definiti “sistemi territoriali complessi” tra le priorità dei programmi europei per il periodo che va dal 2014 al 2020, la cui definizione è già in avanzata fase di studio.

La Provincia di Sassari è tra i promotori di Nostra. A sostenere per primi l’iniziativa sono stati infatti i territori già uniti da fitti e proficui rapporti di collaborazione in ambito comunitario. Tra questi anche il Nord Ovest Sardegna, che attraverso l’amministrazione provinciale porta avanti un’esperienza ultradecennale di cooperazione transfrontaliera con la Corsica, facendo dello Stretto di Bonifacio – inteso nella sua estensione più ampia – una delle esperienze più feconde per quanto riguarda lo spazio mediterraneo e uno dei laboratori più interessanti per il nascente network europeo.

«Fino a oggi le politiche di coesione e di sviluppo europeo si sono basate sull’interpretazione del mare come elemento di divisione, come se il mare fosse un “territorio” di per sé, un’area per la quale costruire apposite politiche di tutela e protezione», spiega il presidente Alessandra Giudici. «La difficoltà di identificare il mare come elemento di unione deriva dalla complessità prodotta dal multilateralismo dei bacini, come nel caso del Mediterraneo – aggiunge – e dalla conseguente difficoltà di rendere coerenti e complementari politiche e strategie di più Stati». Ma tale criticità, è la convinzione del presidente, «si riduce negli Stretti, dove le convergenze si limitano ad ambiti bilaterali, siano essi transfrontalieri o transnazionali».

È proprio a partire da questa considerazione che «in tutta Europa si è fatta strada l’idea di costruire il network europeo degli Stretti, un sistema di lobbying e di governance in grado di far identificare le zone litoranee come laboratori per l’attuazione di politiche europee ad hoc, non legate esclusivamente alla politica del mare ma costruite sulle Politiche degli stretti», dice Enrico Daga. «Attraverso l’accordo poniamo le basi per strutturare una serie di azioni e progetti comuni – conclude Alessandra Giudici – per promuovere lo sviluppo economico, la protezione ambientale costiera, il trasporto, la logistica e gli scambi socio-culturali tra tutti i territori interessati».

 

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