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Plus

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La Legge regionale n.23 del 23 dicembre 2005 ha indirizzato la programmazione delle politiche sociali alla realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sia sociali che sanitari, individuando nel Piano Locale Unitario dei Servizi alla persona (PLUS), lo strumento con il quale i Comuni, le aziende ASL, le Province, i e soggetti sociali e solidali, danno concreta attuazione alle strategie di pianificazione locale dei servizi ed individuano le risposte appropriate ai bisogni della comunità.

Per questo motivo il P.L.U.S. deve essere elaborato e realizzato con il contributo di una pluralità di attori, che si impegnano in un percorso comune nella ricerca di strumenti, modalità e linguaggi condivisi. Attraverso questo strumento i diversi soggetti che concorrono a costruire la rete dei servizi alle persone del distretto (Azienda U.S.L., Comuni, Provincia, Attori professionali, Soggetti sociali e solidali, etc), insieme, determinano obiettivi e priorità, programmano e dispongono in modo integrato gli interventi sociali, sanitari e sociosanitari, anche con il contributo diretto dei cittadini. La costruzione del Plus, dunque, è caratterizzata da un percorso articolato di relazioni con i soggetti e le risorse presenti nell’ambito del distretto.

Le competenze che la Regione Sardegna ha delegato alla Provincia con la L.R. 23/2005 sono sancite all'articolo 7, comma 1, della suddetta normativa.

L'Amministrazione Provinciale, oltre a concorrere alla programmazione locale del sistema integrato dei servizi alla persona dei quattro Piani Locali Unitari di Servizi alla Persona, dei tre distretti sanitari della A.S.L. n. 1, cura il coordinamento delle politiche di propria competenza con le politiche sociali, ha il compito di dare sostegno e assistenza tecnica agli enti locali impegnati nella realizzazione del sistema locale dei servizi ed elabora, in collaborazione con i comuni degli ambiti coinvolti i progetti relativi a problematiche sociali di interesse sovracomunale. La proposta di piano viene elaborata dai Comuni, dalla A.S.L. e dalla Provincia attraverso un'apposita conferenza di programmazione, indetta dal Presidente della Provincia, cui partecipano le istituzioni scolastiche, gli altri soggetti pubblici, nonché i soggetti privati (persone, famiglie e soggetti sociali solidali). La conferenza di programmazione è infatti da considerarsi la sede nella quale si garantisce la partecipazione attiva delle comunità locali

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